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Gratteri incontra gli studenti, ‘parliamo di legalità e non del referendum’

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
14/03/2026
in Dalla città e non solo...
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Gratteri incontra gli studenti, ‘parliamo di legalità e non del referendum’

Il procuratore
capo di Napoli Nicola Gratteri incontra gli studenti delle
superiori a Sant’Anastasia (Napoli), risponde alle loro domande
ma volutamente evita il tema della riforma della giustizia: “Non
voglio – dica dal palco – che l’attenzione si sposti ancora sul
referendum, l’appuntamento con voi è stato organizzato dall’Anpi
per parlare della cultura della legalità”
Spazio dunque alle domande dei ragazzi, cominciando dal tema
delle serie tv incentrate sulla camorra. “Chi si definisce uomo
di cultura si deve porre il problema di qual è il messaggio che
arriva dalle fiction sulle mafie soprattutto ai ragazzi.
   
All’interno di qualsiasi opera ci deve essere una speranza.
   
Qualcuno che ci dica che c’è la presenza dello Stato”.
   
“Alcuni anni fa abbiamo scritto un libro sui film incentrati
sulle mafie – ha raccontato Gratteri – abbiamo analizzato il
film “Il padrino”, un capolavoro per sceneggiatura, musiche,
costumi. Ma quella ‘Cosa nostra’ mostrata non è mai esistita. Le
mafie esistono in modo parassitario, vessando la povera gente.
   
Nei film sembrano cose nobili ma che non esistono. Nelle
fiction, dove in un’ora di visione c’è solo violenza e non si
vede la presenza positiva delle forze dell’ordine, quale
messaggio passa? E quando lo abbiamo fatto notare, ci hanno
accusato di voler tarpare le ali alla libertà di raccontare
certe cose”. Il procuratore, inoltre, ha sottolineato che le
mafie sono “avanzate tecnologicamente”, sottolineando che le
forze di polizia sono penalizzate oggi dalla mancanza di fondi.
   
Gratteri, infine, ha fatto appello ai ragazzi presenti
“interessati ed appassionati di informatica” a pensare anche ad
un futuro nelle forze dell’ordine: “Abbiamo tanto bisogno di
informatici – ha detto – ma abbiamo il problema delle paghe
basse. Bisognerebbe adeguare gli stipendi in base alle
professionalità per non far scappare i nostri esperti”. E a chi
gli chiedeva se si possono “sconfiggere le mafie”, ha risposto
che “non si può sconfiggere la mentalità e l’atteggiamento
mafioso, ma la mafia tradizionale sì, si può sconfiggere. Con
assunzioni straordinarie – ha concluso – adeguando gli stipendi
e creando nuove strutture”
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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