Non ce l’ha fatta Francesco
Dergano, il 23enne di Marcianise, vittima di un incidente sul
lavoro sabato scorso a Trentola Ducenta (Caserta) durante un
intervento di manutenzione su un carrello elevatore, morto dopo
cinque giorni di agonia all’ospedale Cardarelli di Napoli, a
seguito delle gravissime ferite riportate.
In una nota la Cgil Caserta esprime profondo cordoglio e si
stringe attorno alla sua famiglia.
“Di fronte a una tragedia come questa – si sottolinea in una
nota del sindacato – non bastano le parole di circostanza. Non
basta il cordoglio. Non basta l’indignazione che dura il tempo
di una notizia. Ancora una volta la provincia di Caserta si
trova a piangere una giovanissima vittima del lavoro. Ancora una
volta una famiglia vede spezzata la propria vita. Ancora una
volta ci troviamo davanti a una morte che interroga l’intero
sistema produttivo, le istituzioni e tutti coloro che hanno
responsabilità nella prevenzione e nella sicurezza”.
“La magistratura – sottolinea la Cgil – accerterà dinamiche e
responsabilità. Ma c’è una responsabilità collettiva che non può
essere ignorata: quella di un Paese nel quale si continua a
morire sul lavoro ogni giorno e di un territorio che conosce
troppo bene il prezzo pagato da lavoratrici e lavoratori in
termini di infortuni, incidenti e vite spezzate. La sicurezza
non può essere affidata alla buona volontà delle imprese né
ridotta a un adempimento burocratico. Servono investimenti,
formazione continua, organizzazione del lavoro sicura, controlli
più frequenti e incisivi, ispettori in numero adeguato e
responsabilità accertate per le aziende che non forniscono
adeguata tutela, insieme all’istituzione di una Procura
nazionale sulle morti sul lavoro”.
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