Dopo 74 anni, l’accesso all’ex base
Nato di Bagnoli, oggi parco San Laise, cambia volto. L’area di
proprietà della “Fondazione Campania Welfare”, presieduta da
Antonio Marciano, diventa sempre più accessibile e si lascia
alle spalle l’immagine di base militare. All’iniziativa, con il
presidente Marciano, erano presenti Laura Lieto (vicesindaco di
Napoli) e Andrea Morniroli (assessore regionale alle Politiche
Sociali).
“Noi diamo un grande valore simbolico all’inaugurazione della
nuova porta d’ingresso del Parco San Laise – ha spiegato
Marciano – perché vogliamo che questo luogo cambi pelle, abbia
un nuovo destino e una nuova missione. Non più ex area militare
come è ancora troppo nella percezione dei napoletani, ma la più
grande piazza della cultura, dell’inclusione, della tolleranza,
dei diritti, dello sport, dell’impresa creativa e del
divertimento. Con attenzione ai più fragili e alle famiglie in
difficoltà. Insomma un luogo di pace, che non significa solo
assenza dei conflitti, ma anche riconoscimento pieno dei diritti
fondamentali di ciascun individuo e di giustizia sociale verso
i più deboli”.
Il progetto del restyling dell’ingresso è stato realizzato
dall’architetto Chiara Acampora che ha anche diretto i lavori.
“Adesso bisogna trovare come Regione, come Comune, insieme
alla Fondazione, le formule per far diventare questo spazio un
luogo davvero di comunità – ha spiegato Morniroli -. Per farlo,
va attivato un confronto permanente a partire dalle realtà che
già lavorano nel parco, che sono tante, diverse, che mettono
insieme una cosa importante: sociale, culturale, bellezza, arte,
cinema, perché questa è una città magnifica. E anche le
fragilità vanno intrecciate con percorsi di bellezza culturale,
di arte perché così tiriamo fuori l’aspirazione di questa
comunità di ragazzi e ragazze, e di altre persone che sono
fragili. Perché bisogna smettere anche di raccontare il sociale
come la cosa che riguarda gli ultimi fragili, quelli che hanno
solo bisogno. Lì ci sono persone che hanno talenti, desideri,
aspirazioni e devono trovare i luoghi per poterli raccontare. Se
vengono rimesse al centro, migliora tutta la comunità. In questo
senso anche il parco può diventare bene comune”.
“I nomi delle cose contano perché significa l’attitudine con
la quale si vivono questi luoghi – ha aggiunto Lieto -. San
Laise è stato in tutti questi anni un luogo importante dove le
persone si sono ritrovate ed hanno costruito un percorso comune.
E questo è un patrimonio di idee, di pratiche e di relazioni che
è alla base di questa iniziativa. Come Comune di Napoli noi
partecipiamo al Cda della Fondazione e abbiamo seguito sempre le
loro attività e soprattutto abbiamo approvato il Pua (Piano
Urbanistico Attuativo) di parco San Laise che è lo strumento
urbanistico che consente l’attuazione di tutti gli interventi di
recupero, restauro e riqualificazione di uno dei posti più
importanti dell’architettura moderna a Napoli. Oltre che essere
un luogo molto importante per questo quartiere e per tutta la
città occidentale”.
Tra il 1952 a il 2013 con lo scioglimento dell’Iro, avvenuto
nel 1952, il complesso ha ospitato la Nato Comando Joint Force
Command Naples, su concessione della Fondazione Banco di Napoli.
La permanenza dell’organizzazione del Trattato dell’Atlantico
del Nord è durata 60 anni. Nel 2013 gli spazi del Parco San
Laise sono tornati ad essere liberi dalle attività militari,
entrando nella titolarità della Fondazione Campania Welfare .
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