Il Tribunale civile di Napoli Nord
ha condannato la dirigente scolastica dell’istituto Morano di
Caivano (Napoli) Eugenia Carfora, che con la sua storia ha
ispirato la fiction “La Preside”: la dirigente dovrà pagare ad
un docente la somma di circa 16mila euro, quale perdita del
vantaggio economico, conseguente al decreto di depennamento del
docente dalle graduatorie per le supplenze. Un decreto adottato
dalla dirigente scolastica Carfora ma dichiarato illegittimo dal
Tribunale di Napoli Nord.
Ad assistere la docente nel ricorso gli avvocati Pasquale e
Pietro Marotta. La vicenda risale all’ottobre 2022, quando il
docente – è l’8 ottobre – viene chiamato a fare una supplenza al
Morano, dove gli viene chiesto di presentare entro un paio di
giorni, il 10 ottobre documenti attestanti i titoli di studio.
L’insegnante si accorge di aver smarrito la pergamena di
laurea, e così consegna la denuncia di smarrimento della stessa
insieme al certificato di laurea e del diploma; la segreteria
del Morano archivia però la pratica di supplenza suggerendo al
docente di accettarne altre.
Ed infatti il 12 ottobre l’insegnate firma un contratto a
tempo determinato con l’istituto superiore Piscopo di Arzano,
contratto che però viene risolto in quanto nel frattempo, il 18
ottobre, la segretaria del Morano comunica al docente il decreto
adottato dalla Carfora che dispone per l’insegnante il
depennamento per tutte le classi di concorso e tutti i posti di
insegnamento di ogni ordine e grado di istruzione. Il docente,
proprio a causa del decreto, perderà alla fine diverse supplenze
nell’anno scolastico 2022-2023 e non sarà chiamato da alcuna
scuola l’anno successivo. Il tribunale civile di Napoli Nord, in
funzione di lavoro, ha accolto parzialmente il ricorso,
ritenendo il decreto della Carfora legittimo per l’anno
2022-2023, e illegittimo per tutti gli altri anni successivi,
compreso il 2023-2024.
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