La vera direzione per il futuro è
“la transizione verso la figura del ‘medico brand’, capace di
comunicare una propria visione, un approccio metodologico e una
vera e propria cultura estetica. Per farlo, è fondamentale
mostrare il processo, non solo il risultato, costruendo fiducia
in modo esponenziale. In questo quadro di vitale importanza è la
‘community: i pazienti oggi non cercano solo un bravo chirurgo,
ma vogliono appartenere a un sistema di valori, come dimostrano
le iniziative a sfondo sociale tra cui il progetto contro la
violenza di genere con l’Associazione ‘In Mani Sicure'”. Così il
dottor Arturo Amoroso, specialista in Chirurgia Plastica,
Estetica e Ricostruttiva, nel corso del “Bright Talents Italia
2026”. Nel corso della tre giorni dedicata all’innovazione e al
confronto clinico, Amoroso, si rileva in una nota, ha offerto un
contributo trasversale. Uno dei momenti più dibattuti
dell’evento è stato il suo intervento dedicato al ruolo dei
social media e alla strategia di brand image in campo medico
scientifico. Il dottor Amoroso ha condiviso i risultati
conseguiti in circa tredici anni di strategie di comunicazione.
Amoroso ha offerto un’analisi su come sia radicalmente
cambiata la comunicazione medica: “Dall’era pre-2010, in cui il
medico rappresentava un’autorità inaccessibile e l’asimmetria
informativa era totale, all’odierna democratizzazione dettata
dalle piattaforme web e social”. In questo mutato scenario, ha
messo in guardia i giovani colleghi dalla trappola di diventare
una semplice “macchina da before/after”: “Un approccio che
attrae la massa, ma non conferisce autorevolezza nel lungo
periodo, poiché il paziente finisce per scegliere solo un
risultato temporaneo e non il professionista”.
“Essere tra gli ambassador di Bright Talents Italia – ha
affermato Arturo Amoroso – è stata un’esperienza di altissimo
valore. L’impostazione innovativa voluta da Polytech ci ha
permesso di comprendere la delicatezza delle prossime sfide in
materia di chirurgia plastica e, allo stesso tempo, di
analizzare l’impatto dirompente dei nuovi media sulla nostra
pratica. Se c’è un messaggio che spero di aver trasmesso ai
colleghi più giovani è questo: nei prossimi anni, i pazienti non
cercheranno il chirurgo migliore in senso assoluto, ma
cercheranno quello in cui si riconoscono”.
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