Lo hanno chiamato “Tutta n’ata
città” il corteo partito oggi pomeriggio da piazza Dante con
l’obiettivo di raggiungere la sede della Regione Campania, dove
si è concluso, per rivendicare il “diritto all’abitare”. La
manifestazione è stata organizzata da Rete Set, Collettivo
Autorganizzato universitario(Cau) e Je so’ pazzo- ex Opg. I
partecipanti hanno sfilato lungo via Toledo esponendo striscioni
con le scritte: “Gente senza case per case senza gente” e “La
casa è un diritto, l’affitto una rapina”.
“Vogliamo che la gente non venga sfrattata per dare spazio ai
turisti che vengono a farsi le foto e a mangiarsi la
frittatina”, hanno dichiarato alcuni manifestanti, denunciando
l’assenza di politiche di edilizia pubblica ed un turismo senza
controllo che – a loro dire – arricchisce solo i privati.
Numerosi i cori e gli striscioni contro l’amministrazione
comunale: “Questa città non è un gioco a premi. Manfredi, Lieto:
Napoli non è in vendita”. Chiare le rivendicazioni: “La casa sì,
gli sfratti no” e “Vogliamo vivere nelle nostre case con dignità
e tranquillità”.
I manifestanti spiegano di essere scesi in piazza contro “gli
studentati di lusso, una città iperprivatizzata, un turismo
senza controllo, la speculazione e gli sfratti”. Per i comitati
di lotta per la casa uniti nella mobilitazione, Napoli oggi è
una città discriminatoria che “non accoglie i suoi studenti e
sfratta i suoi cittadini”. Nel corso del corteo è stato
sollevato anche il tema dell’inquinamento prodotto dalle navi da
crociera, con la richiesta di elettrificazione del porto.
Presente anche il Comitato di lotta ex Taverna del Ferro: “Avete
trasformato 300 metri di case popolari in un ghetto – affermano
i dimostranti -. Sono 360 alloggi che continuano a essere la
vergogna di San Giovanni a Teduccio”.
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