“Il Parco ogni anno spende milioni
di euro per scavare, restaurare e tutelare Pompei , per cui
credo che sia giusto che possiamo anche avere un ruolo nel
raccontare la storia del sito a chi viene, senza nulla togliere
ai liberi professionisti che lavorano come guide. Ma allestire a
spese del Parco, e dentro il Parco, un presidio per le guide
private che ci guadagnano, mentre noi ci prendiamo solo le
lamentele di chi è rimasto deluso dal servizio, e non sono
pochi, non va bene”. Questa la risposta del direttore del Parco
archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, alla protesta
scattata dopo la decisione di chiudere la postazione riservata
alle guide turistiche dentro gli scavi.
“Noi – prosegue Zuchtriegel – lavoriamo per la legalità,
abbiamo creato tanti posti di lavoro nella didattica e nella
fruizione e ne creeremo altri, ma diciamo no a prezzi non
trasparenti, a visite guidate non fatturate e a comportamenti
poco lusinghieri per il nostro territorio come le liti tra
alcune guide del presidio davanti alle file dei visitatori a cui
abbiamo dovuto assistere. Se poi si vuole fare un sit-in davanti
all’ingresso del sito, mettendo in mezzo i visitatori che non
c’entrano nulla, abbiamo toccato il fondo. Noi andremo avanti
sulla nostra strada, siamo felici di collaborare con chi
rispetta le regole e stiamo aumentando i servizi culturali di
qualità e i livelli di occupazione nel Parco, a marzo già
saranno disponibili nuove offerte, acquistabili insieme al
biglietto in piena trasparenza”.
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