“Ai giovani dico: non permettete a
nessuno di dirvi che siete sbagliati, di convincervi che per voi
non c’è spazio. Siate giovani capaci di sognare in grande e di
lottare perché questa società possa davvero cambiare. Credete in
voi, nella forza della vita che c’è dentro di voi. Quella forza
è la tenerezza di Dio. Non datevi mai per vinti, cambiare è
possibile. Amate Cristo, amate la vita, e amate i poveri! Amate
coloro che il mondo scarta e che il Vangelo mette al primo
posto”. É l’appello che ha lanciato l’arcivescovo di Napoli nel
corso dell’omelia pronunciata nel corso della messa celebrata
nel Duomo di Napoli in occasione del decimo anniversario della
sua ordinazione episcopale. Battaglia, originario della
Calabria, prima di giungere a Napoli, succedendo alla guida
della diocesi al cardinale Crescenzio Sepe, è stato vescovo
della diocesi di Cerreto Sannita, nel Beneventano.
Per Battaglia “i giovani: spesso fanno fatica a vedere l’aurora,
a causa di un mondo adulto che ha loro occultato l’orizzonte. Ma
i giovani sono il presente. Sono il presente della storia e,
soprattutto, della Chiesa. Sono il termometro della nostra
autenticità”.
“Penso ai ragazzi incontrati nelle piazze di Cerreto, nelle
comunità di recupero dove ho speso gran parte della mia vita
sacerdotale. E penso ai ragazzi dei quartieri di Napoli: della
Sanità, di Scampia, di Forcella, dei Quartieri Spagnoli. Ragazzi
dai destini sospesi. Ragazzi sedotti dalle sirene della
criminalità, quando la criminalità diventa l’unica promessa di
appartenenza. Ragazzi schiacciati dalla mancanza di lavoro, di
opportunità, di adulti capaci di credere in loro. Ragazzi che
portano dentro un deserto emotivo, ma insieme una sete di vita
così grande da fare paura. Sorelle e fratelli, dobbiamo aiutare
i nostri giovani a non lasciarsi rubare la speranza”, ha
proseguito.
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