E’ durata quasi cinque ore
l’autopsia sul corpo di Luigi ‘Luca’ Esposito, il giornalista
53enne trovato carbonizzato la notte tra sabato e domenica in un
terreno agricolo nel Comune di Eboli (Salerno). La salma resta
ancora sotto sequestro perché gli accertamenti tecnici
irripetibili sono ancora in corso. Dovranno essere eseguiti
approfondimenti ed indagini di laboratorio di istologia,
tossicologia e genetica.
In queste ore si cerca l’arma del delitto con la quale è stato
ammazzato prima di essere bruciato. Esposito è stato vittima
molto probabilmente di un omicidio (premeditato?) compiuto dopo
un brutale pestaggio con il quale gli sono state fratturate le
ossa. Poi il fuoco per eliminare ogni traccia.
Le conclusioni dell’esame effettuato dal medico legale Gabriele
Casaburi potranno ora mettere un punto fermo sulle cause del
decesso. Nominato dalla famiglia, in qualità di consulente
tecnico, presente anche il dottor Giuseppe Raimo.
La Procura di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, sta
passando al setaccio ogni dettaglio. Innanzitutto bisognerà
stabilire dove era diretto sabato sera Esposito. La vittima
sembra che non avesse una casa ad Agropoli, come si è detto in
in un primo momento. Il 53enne lavorava come giornalista
sportivo ed era molto conosciuto nell’ambiente salernitano ed
avellinese. Gli inquirenti escludono che l’omicidio sia legato
alla sua attività professionale. Si punta sulla pista personale
o privata. E resta ancora da sciogliere il giallo legato al suo
presunto lavoro all’Arpac, l’Azienda regionale di protezione
ambientale che ha invece escluso categoricamente che Esposito
fosse un suo dipendente. Ai colleghi e agli amici raccontava che
la mattina effettuava dei sopralluoghi. Ma per quale motivo? Non
era nemmeno, come emerso, dipendente in qualche modo della
Regione. Oggi peraltro anche i biologi hanno detto che Esposito
non era iscritto all’Ordine mentre vengono passati al setaccio i
titoli di studio.
Luigi ‘Luca’ Esposito è arrivato sul posto dove poi è stato
trovato cadavere con la sua auto. In tasca ne aveva la chiavi.
Quindi aveva un appuntamento con qualcuno o è arrivato sul posto
insieme con un’altra persona.
Chiuse nel loro dolore, Ida e Francesca Esposito, le sorelle di
Luca Esposito, che ancora non si capacitano dell’orribile fine
che ha fatto il fratello. “Sono sotto shock – ha spiegato
l’avvocato Annalisa Califano, legale delle due sorelle –
Chiedono a tutti di rispettare questo momento così drammatico”.
Intanto oggi c’è stato un sopralluogo dei sommozzatori dei
Carabinieri a Eboli proprio dov’è stato trovato il cadavere del
giornalista. Tra le ipotesi la verifica del possibile dragaggio
del rivolo di acqua che attraversa la zona confinante con il
luogo dove è stato recuperato il corpo carbonizzato. La ricerca
potrebbe riguardare, per esempio, l’ipotetico oggetto con il
quale Esposito sarebbe stato colpito, oppure qualche altro
elemento utile alle indagini. La zona è isolata, senza
abitazioni né telecamere che possano aver ripreso il momento
dell’effetto omicidio. A testimonianza di quanto accaduto, solo
i nastri che delimitano l’area, un fascio di fiori deposto da
qualcuno e una macchia di bruciato, lì dove il corpo è stato
trovato.
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