– PARMA, 12 APR – Il Napoli frena. Dopo cinque vittorie
consecutive, la squadra partenopea non va oltre il pari al
Tardini: Mc Tominay risponde a Strefezza ma non basta, il muro
crociato regge novantatré minuti di assedio. Conte si presenta
con Hojlund al centro dell’attacco, supportato da De Bruyne e Mc
Tominay, Cuesta deve fare a meno di Pellegrino, squalificato,
lancia Elphege dal primo minuto e il francese ripaga subito la
fiducia: è proprio lui a spizzare di testa il lancio di Suzuki,
in anticipo su Buongiorno e Juan Jesus, prolungando per
Strefezza che può involarsi verso la porta e battere Milinkovic
Savic con piatto destro da biliardo, diagonale palo-gol.
Sono passati 33 secondi, i ducali sono avanti con la seconda
rete più veloce del campionato crociato dopo quella di Bernabè,
1-0 dopo soli 13” in Parma-Bologna. Palla al centro e inizia
l’assedio del Napoli, massiccio ma lento e impreciso, la squadra
di Cuesta difende con ordine. Nell’area di Suzuki arrivano tanti
cross dalla trequarti ma nessuna conclusione pericolosa, gli
azzurri chiudono il primo tempo con il 72% di possesso palla e
nessun tiro in porta.
Juan Jesus paga l’errore in occasione del vantaggio dei
padroni di casa: al rientro c’è Beukema al suo posto. Il copione
della gara non cambia nella ripresa, la partita si gioca in una
sola metà campo, il Napoli prova ad alzare il ritmo, il Parma
difende basso al limite dell’area con un catenaccio d’altri
tempi. Conte inserisce Alisson per far saltare il fortino, ma è
McTominay, come al solito, a trovare il gol pesante: rasoterra
verticale di Lobotka per Hojlund, sponda del danese, botta dello
scozzese dal limite, dopo un’ora di gioco si torna in parità.
Cuesta ridisegna centrocampo e attacco: debutta il giovane
polacco Mikolajewski, 16 reti nel campionato primavera. L’1-1
sembra cambiare l’inerzia della gara, gli ospiti ci provano con
una rovesciata centrale di McTominay e un destro sull’esterno
della rete di Alisson, ma con il passare dei minuti perdono
lucidità, il Parma trova spazi per fare male in contropiede. I
ragazzi di Cuesta protestano e chiedono un rigore: dopo un
rimpallo in area con Beukema, il pallone finisce sulla mano di
Buongiorno, Di Bello lascia proseguire, niente Var ma restano
tanti dubbi. Nei minuti di recupero Suzuki respinge una botta di
Lobotka indirizzata verso il primo palo, l’ultimo squillo. Al
fischio finale è festa al Tardini, la salvezza pare ormai cosa
fatta. Per Conte e i suoi un’occasione mancata per mettere
pressione all’Inter.
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