(di Chiara Acampora)
Ancora scontri fra ultras in
autostrada. Era ancora buio quando sull’A1, nel tratto fra
Ceprano e Frosinone, sono entrati in contatto tifosi della Lazio
di ritorno dalla trasferta a Lecce con quelli del Napoli diretti
a Torino per la partita contro la Juventus.
L’allarme è scattato all’alba dalla segnalazione di decine di
persone, con il volto coperto e armate di bastoni, che si
stavano fronteggiando sulla carreggiata in direzione Nord,
bloccandola per alcuni minuti. All’arrivo delle pattuglie della
polizia stradale gli ultras erano già risaliti nelle auto e nei
minivan e si erano dileguati. Poco dopo, però, ottanta laziali
sono stati intercettati dalla polizia al casello di Monte Porzio
Catone, alle porte di Roma, che probabilmente era stato scelto
proprio per eludere i controlli alle principali barriere della
Capitale. Una volta bloccati dagli agenti, sono stati
identificati anche con il supporto della polizia scientifica.
Dall’interno di uno dei van diretti verso la barriera
autostradale, alla vista degli agenti, sono stati buttati lungo
il ciglio della strada oggetti atti ad offendere e coltelli da
cucina. Tutto il materiale è stato sequestrato.
Altri supporter biancocelesti, che si trovavano a bordo di un
pullman, sono stati intercettati nella zona di Piazza Don Bosco
e hanno tentato di sottrarsi ai controlli. Alcuni sono stati
comunque rintracciati e trovati in possesso di taglierini e
petardi. All’interno del mezzo c’erano caschi, aste e petardi.
Qualche ora più tardi sono stati identificati al loro arrivo
a Torino oltre 300 supporter del Napoli che sarebbero stati
coinvolti negli scontri. Nel capoluogo piemontese, alla vista
del dispositivo predisposto all’ingresso della tangenziale, i
tifosi campani – giunti in auto e minivan – si sono disfatti di
oltre 100 aste in pvc della lunghezza da 60 a 120 centimetri, di
petardi, fumogeni, una torcia di segnalazione, due manufatti
esplosivi artigianali e quattro petardi. Tra gli ultras
identificati la polizia ritiene possa esserci qualcuno che ha
partecipato agli scontri di questa mattina. Ambienti della
tifoseria azzurra sostengono comunque che non sarebbero entrati
in “contatto diretto” con i laziali.
Le singole posizioni sono ora al vaglio. Resta inoltre da
stabilire se si sia trattato di un contatto ‘casuale’ o se si
siano dati un appuntamento come accade di frequente tra
tifoserie rivali.
E soltanto una settimana si sono verificati – sempre in
autostrada – tafferugli fra tifosi della Roma e della
Fiorentina, venuti a contatto tra l’autogrill Cantagallo e
l’uscita per Casalecchio. Violenze che hanno portato a un duro
provvedimento del Viminale di divieto delle trasferte per
entrambe le tifoserie fino alla fine del campionato. Possibile,
in seguito alle valutazioni sui fatti che saranno svolte in
settimana, l’adozione di restrizioni anche nei confronti dei
sostenitori di Lazio e Napoli.
Attaccano i sindacati di polizia. Per il segretario del
Coisp, Domenico Pianese, “non si tratta di tensioni spontanee ma
di violenza organizzata e pianificata, come dimostra il
sequestro di mazze, oggetti atti a offendere e coltelli da
cucina. Armi vere, portate con l’unico scopo di colpire”. Per
Pianese “chi si rende protagonista di simili episodi non deve
più mettere piede in uno stadio: Daspo a vita per i violenti e
stop immediato alle trasferte per le tifoserie coinvolte”. Sulla
stessa scia Enzo Letizia, segretario dell’Associazione nazionale
funzionari di polizia, che chiede “una durissima condanna e una
presa di posizione netta e inequivocabile”. “La violenza tra
tifoserie, ormai, non si limita agli stadi – sottolinea – ma si
sposta lungo le strade, nelle aree di servizio, nei luoghi di
transito, con il rischio concreto di provocare tragedie”. Anche
la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini, responsabile
sport del partito, esprime “ferma condanna delle violenze
compiute da queste bande che, ormai ogni domenica, sono
protagoniste di scontri, e che stanno trasformando le nostre
autostrade in campi di battaglia”.
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