– CASERTA, 07 MAG – “La situazione è sotto stretto
controllo tecnico e non sussiste alcun motivo di allarme per la
popolazione. I superamenti rilevati riguardano le acque profonde
(sotterranee) e non la rete idrica potabile, che resta
costantemente monitorata e sicura”. Lo dice l’Asl di Caserta in
una nota in cui interviene sull’allarme provocato dai recenti
studi dell’Università Federico II sulle acque sotterranee, da
cui sono emerse concentrazioni oltre la soglia legale di
sostanze cancerogene come il tricloroetilene (Tce), classificato
come cancerogeno e associato al tumore del rene, del fegato e al
linfoma non-Hodgkin, e di tetracloroetilene (Pce), ritenuto
invece come probabile cancerogeno.
Una situazione che riguarda quattro delle cinque province
campane (tutte tranne Benevento) in cui è stato effettuato tra
il 2023 e il 2025 il monitoraggio
delle acque sotterranee, con
particolare attenzione ad alcuni comuni della Terra dei Fuochi,
come Villa Literno nel Casertano, dove è stato attivato un
apposito progetto di tutela, e Acerra nel Napoletano. “Le
attività messe in campo – assicura l’Asl di Caserta – rientrano
nei normali protocolli di prevenzione e “One Health” che l’Asl
adotta per garantire la massima sicurezza alimentare e
ambientale”. A tale proposito, il progetto ‘Villa Literno
Salute’ “rappresenterà un’importante opportunità gratuita
dedicata ai cittadini per monitorare la propria salute
attraverso screening d’eccellenza e garantire, al contempo, una
mappatura scientifica sempre più accurata per la tutela e la
valorizzazione del territorio”.
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