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Weekend al cinema tra angeli e mostri, fantasia e realtà in sala

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
05/03/2026
in Cultura
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Weekend al cinema tra angeli e mostri, fantasia e realtà in sala

(di Giorgio Gosetti)
Se sono ben 17 i film che arrivano (o
sono già) in sala, ritorna d’attualità un quesito cruciale per i
cinefili: il desiderio di scoperta e intrattenimento può far
giustizia della possibilità di vedere per gli spettatori
normali? Questa volta sono molti i film-evento arrivati già
lunedì scorso: il ritorno di LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT di
Gabriele Mainetti a 10 anni dalla prima proiezione; il
bellissimo documentario di Federico Savonitto narrato da Bruno
Pizzul ORCOLAT a quasi 50 anni dal terremoto del Friuli; un
altro decennale come REVENANT di Alejandro González Iñárritu che
ha finalmente consegnato l’Oscar al protagonista Leonardo
DiCaprio; il documentario di Sabrina e Steven Gunnell SACRO
CUORE: IL SUO REGNO NON AVRÀ MAI FINE che ricostruisce le
discusse apparizioni della Madonna nella Francia del XVII
secolo. Ma da domani:
– LA SPOSA! di Maggie Gyllenhaal con Christian Bale, Jessie
Buckley, Annette Bening, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard, Jake
Gyllenhaal, Julianne Hough, John Magaro, Jeannie Berlin, Louis
Cancelmi, Matthew Maher. Nella Chicago degli anni Trenta la
disperata Creatura nata dal delirio del dottor Frankenstein si
aggira in cerca di compagnia. Grazie alla Dottoressa Euphronious
e al corpo di una giovane ragazza assassinata ricrea un creatura
simile a lui. Ma insieme, i due diventano una sorta di nemesi di
Bonnie & Clyde lasciando dietro a sé una scia di terrore.
   
Melodramma romantico a forti tinte in chiave femminista per
riprendere un classico dell’horror degli stessi anni Trenta.
   
– LA LEZIONE di Stefano Mordini con Matilda De Angelis, Stefano
Accorsi, Eugenio Franceschini, Marlon Joubert, Lidiya Liberman,
Marco Maccieri, Alberto Benedetto Lutri. Con le note del noir,
la cadenza del thriller e la confezione del cinema d’autore,
ecco la riuscita narrazione delle traversie della giovane
avvocatessa Elisabetta, che ha appena vinto la causa in difesa
di un professore universitario accusato di molestie. Ma il suo
passato sembra tornare a insidiarla con l’ombra di un ex
innamorato accusato di stalking. La verità è più oscura e
sorprendente. Da vedere.
   
– NOUVELLE VAGUE di Richard Linklater con Zoey Deutch, Alix
Bénézech, Guillaume Marbeck, Aubry Dullin, Adrien Rouyard,
Roxane Rivière, Côme Thieulin, Jean-Jacques Le Vessier, Antoine
Besson, Jonas Marmy, Laurent Mothe, Blaise Pettebone, Benjamin
Clery. Per i più giovani è il film dell’anno; per i nostalgici
della nouvelle vague appare una spiritosa eresia, per chi ama il
buon cinema un acuto e raffinato cioccolatino. Linklater ci
porta sul set di “Fino all’ultimo respiro” (1960), tra azzeccati
sosia di Godard, Chabrol, Truffaut, Belmondo e Jean Seberg,
facendosi annusare il mito del capolavoro e la verità di una
generazione che sapeva sognare. Da non perdere.
   
– UN BEL GIORNO di e con Fabio De Luigi e con Virginia Raffaele,
Maria Gifuni, Alma Giardina, Anita Marzi, Arianna Gregori, Leon
Castagno, Andrea Silvestrini, Nicola Mayer, Beatrice Schiros,
Antonio Gerardi. La commedia italiana di primavera ha la grazia
di Fabio De Luigi (anche regista) e la giocosa improvvisazione
di Virginia Raffaele. Entrambi alla ricerca di un rilancio
sentimentale, entrambi accompagnati da quattro figli che non
osano confessare al possibile nuovo fidanzato, Tommaso e Lara
scoprono il piacere di rimettersi in gioco. Sempre che i
rispettivi figli siano d’accordo.
   
– JUMPERS, UN SALTO TRA GLI ANIMALI di Daniel Chong. La piccola
Mabel ama i documentari sugli animali (un tempo specialità della
Disney) ma vive anche nel mondo moderno della robotica. Per cui
quando un gruppo di ricercatori le mette a disposizione la
possibilità di trasferire la sua coscienza in un castoro
robotico non perde un attimo. La vita, da questo nuovo punto di
vista, è però del tutto diversa e la “nuova” Mabel dovrà
capeggiare una autentica ribellione animale contro le mire di un
sindaco cinico che punta a distruggere l’ecosistema naturale. Un
classico Pixar.
   
– EPIC: ELVIS PRESLEY IN CONCERT di Baz Luhrmann. Una serie di
documenti inediti in cui rivive uno dei periodi più tumultuosi
della carriera di Elvis (la residenza a Las Vegas cominciata nel
1969 e durata sette anni matti e disperatissimi), nelle mani del
regista di “Elvis” diventa un’autentica opera d’arte e un atto
d’amore per uno degli indiscussi maestri del rock. Una
spettacolare esplosione di immagini e suoni che va vista in sala
per ritrovare il vero genio del regista-montatore.
   
– LA MATTINA SCRIVO di Valérie Donzelli con Virginie Ledoyen,
Bastien Bouillon, Marie Rivière, André Marcon. Cosa sappiamo
mettere in gioco per seguire la nostra vocazione? E’ quel che si
chiede il protagonista della storia, capace di gettare alle
ortiche la carriera di fotografo affermato per consacrarsi al
sacro fuoco della scrittura. Rischierà la fame, si piegherà ai
lavori più umili pur di non deflettere dalla promessa di
integrità a cui si è consacrato.
   
– BRIDES. GIOVANI SPOSE di Nadia Fall con Ebada Hassan, Safiyya
Ingar, Yusra Warsama, Leo Bill, Fiona Helen Armstrong, Edward
Llewelyn, Mitchell Brown, Ali Khan, Cemre Ebuzziya, Laura
Dalgleish, Sam Rhodes.E’ l’odissea di due adolescenti siriane,
cresciute in Gran Bretagna ma alla disperata ricerca delle
radici e di un senso per la propria vita, che finiscono a
votarsi alla causa del fondamentalismo islamico abbracciando la
causa dell’Isis. Tornate nella terra natale scoprono però la
durezza di un regime che le vuole spose bambine e votate solo
alla fede religiosa.
   
– GRAND CIEL di Akihiro Hata. Lavora nel cantiere di un
futuribile centro commerciale Vincent e a quel lavoro sacrifica
tutto. Finché un giorno un operaio muore nell’indifferenza
generale.
   
– SE SOLO POTESSI TI PRENDEREI A CALCI di Mary Bronstein. Vita
disperata, incubi e nevrosi di una psicoterapeuta oppressa dalla
fatica della vita e da tutte le persone, a partire da sua
figlia, che si aggrappano a lei in cerca d’aiuto.
   
– GOOD BOY di Jan Komasa. Spiace che la distribuzione
indipendente non possa dare adeguato risalto a questa sorta di
moderna “Arancia meccanica”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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