Non è un processo all’arte. Non è una requisitoria contro i maestri del passato. È, piuttosto, un invito a guardare di nuovo. A “riparare lo sguardo”.
Con questo spirito venerdì 6 marzo 2026, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani presso il Senato della Repubblica, sarà proiettato il docufilm “Proserpina e le altre”, diretto da Mariangela Barbanente, che ne è anche autrice insieme a Consuelo Lollobrigida, e prodotto da GA&A Productions, nell’ambito del convegno “Riparare lo sguardo: arte mito e violenza di genere”.Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, e della vicepresidente Cecilia D’Elia.La violenza nascosta sotto la bellezzaPer secoli l’arte occidentale ha rappresentato rapimenti, inseguimenti, sopraffazioni. Scene tratte dal mito e dalla Bibbia, spesso considerate capolavori assoluti, hanno raccontato il corpo femminile come oggetto di desiderio e di conquista. Il film parte proprio da qui: dalla “Proserpina” rapita da Plutone, icona scolpita da Bernini, che nel documentario prende vita in una versione animata e diventa voce narrante. È lei a guidare lo spettatore in un viaggio che attraversa Tiziano, Rubens, Picasso, fino ad arrivare ad artiste e artisti contemporanei come Marina Abramović e Jago. La domanda non è se queste opere debbano essere censurate. La questione è un’altra: quali codici culturali hanno contribuito a costruire? Che eredità hanno lasciato nel modo in cui guardiamo e rappresentiamo il corpo femminile?Un dibattito, non una condannaLa regista Mariangela Barbanente ha spiegato di aver voluto evitare toni militanti o moralistici. L’obiettivo è aprire un confronto tra posizioni diverse: c’è chi ritiene necessario riformulare il modo in cui presentiamo queste opere al pubblico contemporaneo e chi, invece, considera esaurita la loro influenza. Anche la produttrice Gioia Avvantaggiato sottolinea la responsabilità del documentario come strumento capace di incidere sulla sensibilità collettiva: molte immagini nate in contesti storici lontani oggi sopravvivono come souvenir, magneti, poster, consumate distrattamente, senza interrogarsi sul messaggio che veicolano. Il film, della durata di 52 minuti, è una co-produzione internazionale con ZDF, in associazione con Arte, ORF, SRF, Histoire TV, in collaborazione con La7, ed è stato realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura.Sguardi di genere nella storia dell’arteDopo la proiezione, il dibattito proseguirà con il panel “Sguardi di genere nella storia dell’arte”, con Laura Leuzzi, Chancellor’s Fellow alla Robert Gordon University, e Chiara Mercuri, dell’Istituto Teologico di Assisi e della Pontificia Università Lateranense. Modera Consuelo Lollobrigida, storica dell’arte, autrice e docente, che ha collaborato alla scrittura del film.I lavori saranno trasmessi in diretta streaming su webtv.senato.it e sul canale YouTube del Senato italiano.










