Al Concertone arriva l’energia rock
dei Litfiba. E Piero Pelù non perde l’occasione per dire la sua.
Su Gaza, ma anche sulla sicurezza sul lavoro. “Nelle Americhe il
genocidio dei pellerossa nativi, in Armenia il genocidio degli
armeni, nei campi di sterminio il genocidio di ebrei, rom, gay e
oppositori, in Palestina il genocidio del popolo palestinese.
Sotto i nostri occhi in tempo reale, per il rispetto del diritto
internazionale, teniamo gli occhi puntati su Gaza, sulle ong
impegnate e sulla Global Sumud Flotilla. Liberate Sayf e Thiago.
Fanculo i colonialismi. Palestina libera”. Saif Abdelrahim
Abukeshek, cittadino nazionalità palestinese, e Thiago Avila
sono i due membri della Flotilla arrestati dalle forze
israeliane e portati in Israele”.
Pelù poi, con la canzone Resta, ha voluto ricordare il
disastro di Chernobyl del 1986. “A Chernobyl 40 anni fa esplose
il reattore nucleare numero 4. Per tentare di contenere le
radiazioni furono inviati 1057 soccorritori: 47 di loro morirono
di cancro alla tiroide. Ancora oggi non sappiamo numero esatto
di morti tra i soccorritori”.
Prima di cantare il nuovo brano 17 Re, rimasto nel cassetto
per 40 anni, Pelù ha poi citato Benito Mussolini. “Fu
sanguinario, un dittatore che con i suoi alleati provocò una
guerra da 80 milioni di morti. Ma fece anche qualcosa di buono?
Di sicuro non le leggi razziali. Nel 1945, con l’Italia
devastata dal fascismo e dalla guerra, il duce degli italiani,
mentre scappava travestito da soldato tedesco, fu scoperto e
ucciso dai partigiani. Mussolini è un morto sul lavoro, ma è un
morto sanguinario e traditore”.
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