(di Chiara Venuto)
Diecimila persone in due giorni per
salutare Valentino Garavani: è l’ultimo abbraccio di Roma al suo
imperatore della moda. Ciò che rimane, stasera, sono decine di
rose rosse e bianche sotto le vetrine oscurate della boutique di
piazza di Spagna. Insieme ai fiori, tanti i biglietti: “Ho
studiato per diventare stilista, lei è stato per me un sogno e
un punto di riferimento”, si legge in uno. E, ancora, “Thank you
for sharing your beauty with the world”, ovvero ‘Grazie per aver
condiviso la tua bellezza col mondo’.
Si è conclusa così la camera ardente allestita da Pm23, in
piazza Mignanelli, con cui la capitale ha reso omaggio a
Valentino. Stanotte il feretro resterà nel palazzo, e domani
entrerà nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
soltanto quando tutti gli ospiti saranno seduti, accolto dalla
musica. Tra i possibili volti attesi alle esequie – che
cominceranno alle 11 e saranno celebrate da don Pietro Guerini
-, a quanto trapela ci potrebbero essere Tom Ford, Anne
Hathaway, Anna Wintour e Afef Jnifen. Ma sulla lista completa
vige il massimo riserbo.
Intanto, in quest’ultimo giorno hanno scelto di portare il
loro saluto a Valentino anche altri pezzi del puzzle della sua
vita. Matteo Marzotto, che ha lavorato al rilancio della maison
negli anni Duemila, ha raccontato il “ricordo più bello” che
conserva dello stilista, quello del loro primo incontro
“professionale”. “Fu qui in studio da loro – ha raccontato -.
C’erano tutti e due e io mi sono presentato con una foto che mi
aveva dato mia madre: c’erano loro quarantenni e io cinquenne”
Nel pomeriggio, dopo essere stata a lungo dentro la camera
ardente insieme ai familiari e amici di Garavani, Donatella
Versace ha ricordato come sia stato lui “la prima persona” che
ha visto “quando mi hanno annunciato che mio fratello era morto.
Lui e Giancarlo sono venuti subito da me”. Al fianco di Versace
l’ex co-direttore creativo della maison, Pierpaolo Piccioli, che
ha spiegato come Valentino gli abbia “insegnato a fare questo
lavoro, a pensare che questo lavoro è in conversazione con altri
corpi, a rendere le donne più belle”.
Anche Beppe Convertini ha incrociato lo stilista lungo il
proprio percorso e ha deciso di omaggiarlo. Fece il modello per
lui: “Ho lavorato e trascorso tanti momenti di vita assieme a
lui – ha spiegato -. I ricordi sono legati soprattutto ai
momenti in cui si andava a colazione o a cena. Arrivava sempre
per ultimo perché era veramente super elegante, di classe, e
quindi non c’era nulla in lui che non andasse mai, era sempre
perfetto. E poi raccontava tanti aneddoti della sua vita,
insomma è stata una vita da sogno”.
Un’esistenza straordinaria che si è conclusa con serenità e
le ultime parole scambiate con l’ultimo compagno, Vernon Bruce
Hoeksema: “Ti amo”, ha ricordato, commosso. La tenerezza di
un’umanità oltre il mito, celebrata anche da chi ha lavorato al
suo fianco. Come Sebastiano Di Rienzo, a cui Valentino chiese di
fare il tagliatore per lui: “Io titubai e lui mi rispose ‘Ma
Sebastiano, le va di spunticchiare per tutta la vita?’. Avevo
solo vent’anni”. Ma rifiutare era impossibile. “Fu una
bellissima esperienza”.
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