(dell’inviata Francesca Pierleoni)
E’ un onore “essere qui, so di essere
uno dei pochi cineasti italiani invitati quest’anno al festival.
L’Italia ha un problema sul cinema, di interpretazioni, e
soprattutto per la questione dei soldi”. Oggi comunque “sono qui
a rappresentare l’Italia, il cinema italiano”. Lo dice in
francese, tra gli applausi Dario Argento, che ha ricevuto una
standing ovation nella sala Bunuel a Cannes, dove ha presentato
la versione restaurata di ‘Metti una sera a cena’ di Giuseppe
Patroni Griffi (1968) del quale era stato cosceneggiatore. Il
film restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia –
Cineteca Nazionale in collaborazione con la società francese
SND-Groupe M6 (Société Nouvelle de Distribution), ha per
protagonisti Jean-Louis Trintignant, Annie Girardot, Lino
Capolicchio, Tony Musante e Florinda Bolkan ed è tratto dalla
commedia teatrale omonima del regista. All’uscita si rivelò un
campione d’incassi, ma creò anche scalpore per alcune scene e
il ritratto senza sconti e ipocrisie della borghesia di quegli
anni. La storia parte da un affermato drammaturgo e sua moglie
che invitano regolarmente a cena un amico attore e la sua
amante. Questi incontri sono solo una facciata per un perverso
gioco psicologico in cui ognuno manipola l’altro in una
coreografia di desiderio, tradimento e dominio. Il marito spinge
la moglie tra le braccia dell’amico, mentre i confini tra le
coppie si confondono in questa intricata danza.
“Questo è
l’ultimo film che ho fatto come cosceneggiatore prima di
debuttare come regista – ha raccontato Argento -. Ed è curioso,
perché è un film sull’amore , sulla passione, mentre in tutto il
resto della mia carriera ho fatto solo film su dei conflitti e
sulla violenza”. Argento è “molto contento di presentare questo
film che mi ha donato un po’ di autorità. Venivo da un altro
successo, ‘C’era una volta il West’ di Leone, ed è stato proprio
Sergio a consigliarmi a Patroni Griffi per la sceneggiatura. Ero
molto giovane, e ho lavorato soprattutto sulla parte legata al
sesso, all’amore. Mi hanno chiamato per dare uno sguardo un po’
più fresco sulla storia. Ho cambiato delle cose, abbiamo
discusso e il film è venuto fuori”. Il regista Patroni Griffi,
“non era famoso come cineasta ma come scrittore di teatro” però
è stato molto sostenuto dal produttore per il film. Si è preso
anche un grande compositore, Ennio Morricone, che ha fatto delle
musiche meravigliose, veramente indimenticabili”. Quando è
uscito “è andato molto bene, ha incassato tanto, ed è un po’
strano, non capita spesso con i film sull’amore”. Argento
condivide infine anche un aneddoto: “Quello era un periodo in
cui si poteva denunciare alla polizia un film per oscenità… io
avevo paura che succedesse e che come cosceneggiatore potessi
finire in prigione, ma quando ‘Metti una sera a cena’ ha
debuttato è andato tutto bene… niente prigione”.
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