Raccoglie i lavori di 16 artisti
giapponesi contemporanei, che attraverso l’utilizzo delle
immagini offrono una panoramica di grande respiro sull’attuale
scena fotografica e video nipponica, la mostra “Japan Corpi.
Memorie. Visioni” presentata oggi a Trieste.
Una collezione di 80 opere che parte dal dialogo con i
maestri per arrivare alle ricerche delle nuove generazioni,
impegnate a rileggere la storia recente del Giappone e non solo,
interrogandosi sulle questioni di genere, sul quotidiano e
usando talvolta il corpo come mezzo politico. Prodotta e
organizzata dall’Ente regionale per il patrimonio culturale del
Friuli Venezia Giulia (Erpac) e curata da Filippo Maggia con
Guido Comis, la mostra sarà ospitata fino al 7 giugno dal
Magazzino delle idee di Trieste. I visitatori potranno così
immergersi in un viaggio fatto di immagini che raccontano
memoria e identità, corpo e corpi, realtà e visione.
“La nostra regione da secoli è caratterizzata dalla presenza
del confine che per troppo tempo ha avuto un’accezione ostile.
Oggi non è più un luogo di separazione ma è diventato
un’occasione per nuove opportunità. Per questo guardiamo con
grande simpatia alle civiltà, vicine o lontane, che stanno
dall’altra parte del confine. La mostra Japan ci permette di
viaggiare addirittura fino all’Estremo Oriente e di dialogare
con un mondo lontano dal punto di vista geografico ma che
presenta molti aspetti affini alla nostra”, ha detto il
vicegovernatore del Fvg con delega alla Cultura Mario Anzil. La
fotografia, ha aggiunto “è un’arte particolare. Guarda alla
realtà solo apparentemente in maniera oggettiva quando si tratta
forse della più soggettiva delle espressioni artistiche.
L’occhio del fotografo immortala nell’immagine solo alcuni
aspetti della realtà, trasmettendo messaggi evocativi e profondi
come quelli che possiamo apprezzare visitando la mostra
allestita a Trieste”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA










