NAPOLI – Il lungo countdown è giunto al termine, completando quella che per i tifosi del Napoli è stata a tutti gli effetti un’attesa “Max”. Mai, nella storia della gestione di Aurelio De Laurentiis l’annuncio del nuovo allenatore si era protratto così a lungo: il precedente “record” apparteneva a Rudi Garcia ufficializzato il 15 giugno. La liturgia, comunque, ha seguito il collaudato canovaccio con il consueto annuncio presidenziale su Twitter, scoccato alle dieci del mattino in punto e che ha sancito l’inizio della nuova era con un essenziale «Benvenuto Max». Subito dopo la nota ufficiale del club: «La SSC Napoli comunica che Massimiliano Allegri ha firmato un contratto che lo legherà al club fino al 30 giugno 2029». Non si tratta, dunque, del pronosticato biennale con opzione di rinnovo, bensì di un progetto strutturato su base triennale. Il tecnico livornese percepirà un ingaggio da 5 milioni di euro netti a stagione, posizionandosi così al terzo posto tra i tecnici più pagati dell’era De Laurentiis, alle spalle dei soli Antonio Conte e Carlo Ancelotti. Ma neanche il tempo di presentarsi che Allegri ha già tagliato un traguardo: sarà il primo, nella storia del Napoli in Serie A dall’introduzione dei tre punti a vittoria, a vestire i panni sia di giocatore – nella sfortunata stagione 1997/98 (chiusa con la retrocessione dopo ben quattro cambi in panchina da Mutti a Montefusco, passando per Mazzone e Galeone) – sia di allenatore.
Allegri, il modulo e il mercato
Superato l’entusiasmo dell’annuncio, l’ambiente si interroga già sul futuro. Come giocherà? Cosa succederà sul mercato? Sono solo alcune delle tante domande. Tutto lascia pensare ad un ritorno alla difesa a quattro, con la riproposizione del 4-3-3 o del 4-2-3-1, moduli ideali per valorizzare la batteria di esterni offensivi attualmente in rosa. Ma Max è un tecnico duttile, non legato ad un solo sistema di gioco e, soprattutto, il pragmatismo è la sua caratteristica principale: ecco perché l’opzione della difesa a tre non è affatto da escludere. Sul mercato, invece, la linea di don Aurelio non cambia, come ribadito dal ds Manna: «bisogna prima vendere per poi acquistare». Un immobilismo che, inevitabilmente, ha finito per condizionare le prime manovre in entrata, con due obiettivi prioritari della dirigenza partenopea che stanno prendendo la via di Milano. In primis Gila, che aveva già raggiunto una bozza d’accordo con il Napoli, ma il blitz del Milan ha scompaginato i piani. E poi Khalaili, per il quale si è consumato un copione analogo. Il Napoli si era mosso con decisione sull’esterno israeliano, trovando anche un’intesa sull’ingaggio, ma l’Inter ha superato la concorrenza partenopea. Nessun dramma, anzi la parola d’ordine è “calma”. Allegri reputa l’organico attuale già competitivo e completo, ideale per assorbire i primi carichi di lavoro in vista del ritiro di Dimaro, che prenderà il via il 17 luglio. Sarà proprio il precampionato il banco di prova per molti elementi da valutare, come i giocatori che rientreranno dai prestiti. Su tutti Lucca, centravanti che Allegri avrebbe voluto già con lui al Milan.
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