“Il terzo millennio e la fine del
Novecento si reggono su una grande paura. L’Occidente è
impaurito dalla crescita esponenziale della tecnologia, dalla
crisi del lavoro che deriva dalla prima, dalla totale mancanza
di punti di riferimento. Questa paura può esser contrastata o
facendo appello al senso critico oppure curata con una totale
inversione: sarai tu a fare più paura”. Lo ha detto Stefano
Massini stasera nel primo appuntamento di Libri Come, la festa
del libro e della lettura che si è inaugurata all’Auditorium
Parco della Musica di Roma alla presenza del sindaco Roberto
Gualtieri.
“La Russia ha sentito il bisogno di invadere l’Ucraina per fare
di nuovo paura. Per gli Usa è la stessa identica cosa. Adesso
l’America fa paura. In questo sbando dell’Occidente l”adesso
faccio paura io agli altri’ è diventato un collante di
motivazione collettiva” ha sottolineato Massini in un lungo
dialogo con Massimo Giannini a partire dal suo libro ‘Zar’,
(Einaudi) dedicato a Putin, in cui si è a lungo soffermato sulla
storia e uccisione della giornalista Anna Politkovskaja.
Alla domanda di Giannini: Ma la guerra in Ucraina può finire? E
come finisce?, Massini ha risposto: “la guerra può finire solo
con un accordo tacito, non detto, tra Putin e Trump in cui
chiudono gli occhi uno rispetto all’imperialismo dell’altro.
Dell’Europa e delle sue sorti a Trump proprio non interessa. C’è
una partenza genetica antieuropea”.
Hai fatto un libro su Trump, uno su Putin, quando fai Giorgia
Meloni? Avevo pensato al presidente Xi Jinping, ma ora sto con i
piedi nella realtà. Mi piace pensare che ci sia un modo
raccontare il presente con le parole. Stiamo con i piedi dentro
il fango” ha affermato Massini tra gli applausi.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA










