“La situazione nella Terra dei
Fuochi si è sicuramente sbloccata e la via intrapresa è quella
giusta. Certo è che anche le amministrazioni locali, quelle
provinciali e la Regione Campania, devono attivarsi in maniera
concreta e collaborativa, anche dal punto di vista
dell’educazione ambientale dei cittadini e del controllo del
territorio, perché non si annullino gli sforzi fatti”. lo dice
Jacopo Morrone, presidente della Commissione parlamentare di
inchiesta sulle ecomafie, oggi in prefettura a Caserta per le
audizioni previste nell’ambito della missione di due giorni tra
le aree della provincia casertana e di quella partenopea
ricadenti nella Terra dei Fuochi; con lui i commissari Carmela
Auriemma (M5s), Francesco Emilio Borrelli (Avs), Gerolamo
Cangiano (Fdi), Naike Gruppioni (FdI), Maria Stefania Marino
(Pd) e Francesco Maria Rubano (Fi-Ppe).
Ottimismo per le attività di rimozione dei rifiuti e bonifica
di siti contaminati avviate dal commissario straordinario di
Governo Giuseppe Vadalà, “i cui risultati sono già visibili”
sottolinea Morrone, riferendo dei sopralluoghi effettuati
stamani con gli altri parlamentari componenti della Commissione
in due aree dove Vadalà sta operando con successo, in
particolare “a Villa Literno nell’area sottostante al cavalcavia
adibita fino a poco tempo fa a discarica abusiva e ora in via di
avanzata bonifica e al ‘deposito illegale’ di rifiuti di Ponte
Riccio, nel comune di Giugliano in Campania, dove sono state
avviate operazioni di bonifica”. Nelle parole di Morrone c’è
però anche consapevolezza della gravità degli effetti prodotti
dall’inquinamento decennale del territorio, sia superficiale che
sotterraneo, soprattutto il problema dell’inquinamento delle
falde acquifere che, denuncia Morrone, “è questione centrale” di
cui si occuperà anche la relazione che “presenteremo
prossimamente”. Un filone d’inchiesta fortemente approfondito
dalla Commissione.
Morrone ricorda inoltre che “il Governo ha puntato
l’attenzione sulla situazione di quest’area della Campania con
la nomina di Vadalà e promulgando una legge specifica che, tra
l’altro, aggrava le sanzioni nei confronti di chi si rende
autore di violazioni ambientali”.
Cangiano ha ribadito che “c’è un forte interessamento del
Governo su quest’area, che si è concretizzato anche nell’ultima
legge di bilancio con lo stanziamento di due milioni di euro per
il 2026 e il 2027 per screening per patologie legate
all’inquinamento ambientale sul capitolo della prevenzione, con
riferimento particolare alla Terra dei Fuochi”. Auriemma, da
parte sua, considera “importante il focus sulle falde acquifere.
Audizioni e sopralluoghi ci danno conferma dell’inquinamento
delle falde che nella relazione saranno al centro di uno
specifico approfondimento”. Oggi i commissari hanno sentito
Legambiente Campania, WWF Campania, Comitato Kosmos e Comitato
Parete Basta Roghi, Isde – Medici per l’ambiente, Associazione
per l’esecuzione della sentenza CEDU, EcoFoodFertility,
Associazione “Volontari Antiroghi Acerra”, Movimento Basta
Impianti, Comitato Stop Biocidio e Comitato Dignità e Vita (per
l’attuazione della sentenza CEDU), Comitato Donne 29 Agosto,
Comitato Don Peppe Diana e Caritas di Aversa.
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