“Eretico significa che ho
cercato di raccontare questa storia da uomo del mio tempo”. Così
Alessandro Baricco ha raccontato oggi al Teatro alla Scala la
genesi del suo libro ‘Breve storia eretica della musica
classica’, uscito nel 2025, durante un incontro con i lettori
per la rassegna Spazio Scala.
“La storia della musica classica è talmente bella – ha detto –
che dobbiamo rimetterci a raccontarla di nuovo per farla
germogliare”. Una rilettura che parte da una constatazione: “È
una storia di maschi bianchi. In questa storia non ci sono
donne, e oggi chi ascolterebbe una storia senza donne?” Da qui
l’esigenza di Baricco di “aprire un vecchio cassetto e dargli un
nome nostro guardando al passato usando valori e principi
diversi”.
Baricco ha spiegato di aver scelto un percorso non lineare ma
cronologicamente coerente, capace di seguire l’oscillazione fra
“armonia del Cosmo e disordine del paesaggio umano evitando la
perniciosa idea di progresso nell’arte. In principio era il
mistero, i suoni erano un mistero. Per gli antichi erano segni
del divino, poi materiale grezzo da conquistare e plasmare”.
Il libro racconta l’avventura europea della musica colta come
un’impresa epica, una conquista dei suoni attraverso prodezze ed
errori, mappe e deviazioni. “Un invito a superare l’analisi
accademica per restituire alla musica la sua forza viva,
rimettendo al centro lo sguardo di chi ascolta oggi”, ha
evidenziato Baricco.
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