I genitori avevano chiesto la
“did”, la didattica integrata digitale, fino a che non avrebbero
riaperto la scuola Leon Battista Alberti a Napoli, oppure
spostare le lezioni a diverse scuole nella zona dell’Arenella
che si erano dette pronte a offrire spazi agli studenti. E
invece la Città Metroolitana di Napoli ha deciso di spostare i
960 iscritti alla scuola superiore: le lezioni il pomeriggio,
dalle 15 alle 20, si terranno al “Vittorio Emanuele II”, in via
Barbagallo, a Fuorigrotta, lontano 57 minuti con l’autobus.
Il rimedio è stato preso perché la scala di evacuazione dalla
scuola si è staccata dalla parete e quindi rende l’istituto non
frequentabile se non al piano terra, che ospita solo 250
studenti dei 950 iscritti e quindi attualmente si va a turno a
scuola solo due giorni a settimana. La decisione è stata resa
nota dalla preside dell’istituto Silvia Parigi che annuncia la
decisione di spostare gli studenti in una zona della città che
non è facilmente collegata per gli studenti che vanno dai 14 ai
18 anni e vivono tutti nella zona dell’istituto.
I lavori per riaprire la scuola in via Pigna, spiega la
preside nella lettera ai dirigenti territoriali, tra cui il
presidente della V Municipalità Clementina Cozzolino e il
prefetto di Napoli Michele Di Bari, avrebbero dovuto finire il
28 febbraio “nella riunione che si è tenuto qui nella scuola il
17 febbraio”, scrive la preside, ma la data di riapertura è
slittata “presumibilmente al 7 marzo come da comunicazione della
Città Metropolitana, e infine presumibilmente a 30 giorni dalla
stessa data”. La riapertura dell’Alberti, quindi, continua a
slittare e lascia di stucco i genitori che preparano una forte
protesta dop la prima manifestazione, avvenuta in pace il 17
febbraio. “Non è concepibile spostare i ragazzi in una zona non
collegata all’Arenella – spiegano i genitori – faremo un’altra
manifestazione ma questa volta meno serena”. La preside scrive
anche che la città Metropolitana ha comunicato che attiverà “un
servizio navetta dell’Anm che porterà alle sedi più lontana da
via Pigna”, ma poi la stessa Città Metropolitana “ha chiesto
alla Anm se può porre un prolungamento di linee che coprano la
tratta indicata per garantire agli studenti di raggiungere
l’Istituto Righi”, sottolineando la preside che “nessuna linea
già esistente collega via Pigna con via Brbagallo”.
Genitori in ribellione, ragazzi iscritti sconvolti, ma anche
i professori rifiutano la soluzione della città Metropolitana e
che domani ci sarà, si apprende, un nuovo collegio dei docenti
con il 99% che voterà la didattica a distanza.
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