Un mercato da 247 milioni solo per vincere la Supercoppa e – probabilmente – garantirsi l’accesso alla prossima Champions League. Il bilancio è magro e nelle segrete stanze del Napoli si sta riflettendo. Su ciò che è stato, ma soprattutto su ciò dovrà essere nel futuro prossimo: una gestione così pesante non è più sostenibile. Il Napoli ha costruito le sue fortune mettendo su le squadre pezzo per pezzo, comprando a poco e rivendendo a cifre altissime. Come Kvaratskhelia, che ha permesso al club di vincere lo scudetto e poi di fare una plusvalenza da 60 milioni. Il popolo azzurro vorrebbe sentire la voce di De Laurentiis sui temi caldi (arbitri, trasferte vietate, ecc.), ma il patron preferisce restare in silenzio, meditare ed aspettare la fine della stagione per riprendere in mano le redini del Napoli.
Sapere che la squadra a metà febbraio abbia già fallito gli obiettivi della Champions, dello scudetto e della Coppa Italia, gli sta facendo vivere notti insonni e, nel silenzio delle sue riflessioni, prega affinché il campionato si possa concludere non al di sotto del quarto posto: senza i prossimi introiti della Champions, la situazione contabile comincerebbe ad essere preoccupante. Di sicuro ci sarà una “cura dimagrante” sull’attuale monte ingaggi da 110,1 milioni, il terzo della serie A dopo quelli di Juventus ed Inter, appesantito da contratti costosissimi, a cominciare da quello di Antonio Conte – che rischia il deferimento dopo gli insulti all’arbitro Manganiello durante la partita con il Como: il procuratore Chiné sta valutando se aprire un fascicolo – che può arrivare anche a 11,5 milioni, bonus compresi.
Conte: quanti rimpianti dal mercato
Contratto migliorato da De Laurentiis la scorsa estate, quando il patron accettò tutte le condizioni del coach per rimuovere il proposito di lasciare il Napoli dopo aver vinto lo scudetto. E tra le condizioni furono presenti anche i rinforzi da prendere per migliorare la panchina e “mettere più gol in questa squadra”. Tranne De Bruyne, fortemente voluto da don Aurelio per attutire la botta dell’eventuale addio di Conte, gli altri 8 sono stati indicati e voluti dall’allenatore. Voluti e poi – qualcuno – ceduto a gennaio come Lucca, Lang e Marianucci. Gli unici due titolari tra i nuovi arrivi sono stati Milinkovic Savic e Hojlund, terzo e quarto per minutaggio stagionale, mentre gli altri sono partiti molto spesso dalla panchina. Riserve di lusso e costosissime: 132 milioni il valore dei vari Beukema, Lucca, Lang, Gutierrez, Marianucci ed Elmas. A loro vanno aggiunti Alisson Santos e Giovane, per un investimento fatto a gennaio di 35 milioni, ma sempre per la panchina.
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