In Italia c’è ancora spazio
politico per il centro? “In termini tradizionali credo di no.
Per certe sensibilità spero di sì, perché se nella politica non
ci fossero certe sensibilità obiettivamente sarebbe più povera”.
Così il senatore Pier Ferdinando Casini a margine della
presentazione a Napoli del suo libro “Al centro dell’Aula”, alla
Federico II.
Casini entrò per la prima volta in Parlamento nel 1983. Da
allora “è cambiato tutto, non c’è più lo scontro ideologico di
prima, non ci sono più i partiti, la formazione della classe
dirigente che c’era prima. Oggi ci sono soprattutto partiti
personali per cui già questo la dice lunga sul cambiamento”.
E c’è una questione – ha detto – “grande come una casa: che
ormai è stata espropriata agli elettori la possibilità di
scegliersi i propri parlamentari e senatori, perché sono i
leader a portarli in Parlamento. Invece una volta li sceglievano
gli elettori e questo assicurava un rapporto più forte con
l’opinione pubblica”.
Casini ha parlato delle possibili riforme elettorali: “Con le
preferenze o anche coi collegi uninominali, i meccanismi possono
essere diversi, ma di tutto si parla salvo delle riforme che
servirebbero per dare proprio ai cittadini in mano la
possibilità che ci sia il supporto parlamentare. Oggi invece c’è
una questione molto seria in un Paese in cui va a votare meno
del 50% di persone. Questo oggi capita in gran parte del mondo
ma in quei Paesi non è che la democrazia stia meglio che in
Italia, anzi a vedere certi esempi penso che stia peggio”.
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