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Mediaset-Corona, Forza Italia si schiera con la famiglia Berlusconi: “Solidarietà, libertà di espressione non è diffamare”

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
29/01/2026
in Politica, Primo Piano
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Mediaset-Corona, Forza Italia si schiera con la famiglia Berlusconi: “Solidarietà, libertà di espressione non è diffamare”

Forza Italia si schiera con i figli del suo indimenticato presidente Silvio Berlusconi, Marina e Pier Silvio. Dopo il comunicato di Mediaset in cui si afferma che “la libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone”, i big azzurri scendono in campo contro l’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona ed esprimono solidarietà all’azienda.

Per il capogruppo alla Camera, Paolo Barelli, “libertà di stampa non significa libertà di diffamare e libertà di diffondere infamanti informazioni. Ciò che è stato diffuso è grave perché verte a minare l’immagine di un’azienda, manager e persone protagoniste di successi imprenditoriali e mediatici riconosciuti da tutti. Alimentare pettegolezzi volgari utilizzando espedienti e congetture pruriginose devono essere combattuti e arginati. Vale per il cittadino comune e vale per coloro sono impegnati su fronti di evidenza pubblica e che, quindi, sono maggiormente esposti. La libertà di parola è sacra ma solo entro la cornice di correttezza e di trasparenza nel pieno rispetto degli altri”. Un concetto che viene espresso anche dal suo omologo al Senato, Maurizio Gasparri. “Le vicende giudiziarie che riguardano Fabrizio Corona ricordano un principio essenziale: la libertà di espressione non può trasformarsi in aggressione alla reputazione di altri. Non esiste un diritto alla diffamazione. La critica è legittima, il fango no. Esprimo quindi piena solidarietà al Gruppo Mediaset. Quando l’odio e la delegittimazione diventano strumenti di visibilità, si supera il perimetro delle garanzie costituzionali. Anche le piattaforme digitali devono assumersi la responsabilità di ciò che ospitano”.A difesa dei vertici di Mediaset arriva anche Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario di Stato alla Difesa e responsabile dello stesso dipartimento in Forza Italia, che prima esprime solidarietà alla famiglia Berlusconi e al Gruppo Mediaset “per lo squallido attacco ricevuto dal signor Corona”. Poi aggiunge che “diffamare per fare spettacolo, audience e ricavarne magari profitti, è un volgare attentato alla libertà di stampa, un valore da difendere sempre, ma che mai deve ledere il rispetto della verità e della persona”. Mentre per Raffaele Nevi, deputato e portavoce nazionale degli azzurri, “le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto Fabrizio Corona pongono l’accento su un confine che nessuno può permettersi di valicare: quello tra l’espressione del pensiero e l’aggressione gratuita alla reputazione altrui. Nel nostro ordinamento non esiste, e non può esistere, un ‘diritto al fango'”. “La democrazia vive di confronto – spiega -ma si indebolisce quando la parola diventa un’arma per diffondere falsità o accuse infamanti. In questo contesto, desidero esprimere la mia più ferma solidarietà al Gruppo Mediaset e a tutti i suoi lavoratori. Quando l’odio online e la delegittimazione diventano un modello di business per ottenere visibilità, si esce dal perimetro delle tutele costituzionali. È necessario che anche le grandi piattaforme digitali si assumano le proprie responsabilità, evitando di lucrare su contenuti che calpestano il rispetto delle persone”. A parlare anche il presidente della Calabria e vice segretario forzista Roberto Occhiuto. “Desidero esprimere la mia piena solidarietà al gruppo Mediaset, ai suoi vertici, a tanti professionisti che ci lavorano, oggetto di attacchi che nulla hanno a che vedere con il legittimo esercizio della libertà di espressione – scrive -. La libertà di parola è un pilastro della democrazia, ma non può mai trasformarsi nella licenza di diffamare, di fare insinuazioni, di costruire teoremi lontani dalla realtà e fondati su falsità. Oltre questo limite non c’è informazione, ma violazione della legge e lesione della dignità delle persone. Chi si rende protagonista di simili comportamenti cerca solo facile visibilità e facili guadagni, alimentando disinformazione e delegittimazione”. Per Occhiuto, “difendere la libertà significa anche pretendere responsabilità, verità e rispetto”.

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