C’è una barca in alto mare, con l’equipaggio ridotto all’osso ed il serbatoio del carburante ormai in riserva. Si naviga a velocità ridotta, mentre gli altri naviganti viaggiano a gonfie vele. Tocca al comandante Antonio Conte ritrovare le energie e pure la bussola smarrita nelle ultime settimane: la pesante sconfitta contro la Juventus ha rappresentato l’ulteriore conferma di un malessere ormai evidente. Dopo il successo sulla Lazio del 4 gennaio, che aveva ridotto a soli 2 punti il distacco dall’Inter capolista, il trend è crollato. Nelle successive sei gare – tra tutte le competizioni – il Napoli ha racimolato appena 7 punti (media di 1,17 a partita), battendo solo il Sassuolo. Un crollo verticale che ha spalancato un abisso, perchè il gap con la squadra di Chivu è di ben 9 punti. Ma il problema vero, oltre ai risultati, si consuma in infermeria. Dall’inizio della stagione sono stati registrati 25 infortuni muscolari, con un’accelerazione preoccupante: 7 solo negli ultimi 21 giorni, praticamente uno ogni tre giorni. Il più recente è quello di Milinkovic-Savic, fermato da un’elongazione al bicipite femorale della coscia sinistra che lo terrà fuori almeno due settimane. Ancor più grave il caso di David Neres. L’esterno brasiliano aveva rimediato un problema alla caviglia – inizialmente non grave – contro la Lazio il 4 gennaio, poi è rientrato in campo dieci giorni dopo contro il Parma, salvo accusare subito un nuovo dolore che lo ha costretto al cambio. “Neres – si legge nella nota del Napoli – si è sottoposto ieri a intervento chirurgico alla caviglia sinistra a Londra. L’intervento è perfettamente riuscito. Il calciatore azzurro osserverà alcuni giorni di riposo e, successivamente, inizierà il proprio iter riabilitativo”. I tempi di recupero saranno lunghi, con l’ex Benfica che non rientrerà prima di metà aprile. Per don Antonio si tratta di una perdita pesantissima, perché esiste un Napoli con Neres titolare e uno senza di lui. Quando il brasiliano ha iniziato dal primo minuto, i partenopei hanno ottenuto 10 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte in 14 gare, con una media punti di 2,21 a partita e una percentuale di successo del 71%.
Conte e il “rischio incolumità”
In sua assenza, la media crolla a 1,5 punti a match e le vittorie si riducono del 30%. A completare la lista degli indisponibili ci sono anche i lungodegenti Rrahmani, Anguissa, Gilmour, De Bruyne e Politano. Domani, però, allo stadio Maradona, arriva il Chelsea per l’ultima giornata della League Phase di Champions. Gli azzurri occupano la 25ª posizione e devono vincere per provare ad entrare almeno nei Playoff. Il coach salentino, che presenterà la partita in conferenza alle 12.30, ha vinto solo due dei 7 precedenti contro la sua ex squadra. Ma, oltre agli infortunati, mancheranno anche Marianucci, Mazzocchi ed il neo acquisto Giovane, tutti non in lista Uefa. L’unica nota lieta dell’amara trasferta di Torino è stata il ritorno in campo di Lukaku a 164 giorni dalla lesione rimediata contro il Girona. Big Rom, peró, ha ancora pochi minuti nelle gambe. “Rischiano l’incolumità” – come ha detto Conte – gli altri azzurri sempre utilizzati: Di Lorenzo, Lobotka, McTominay e Hojlund. La Champions, comunque, può rappresentare per don Antonio l’occasione giusta per invertire la rotta, attraversare la tempesta e riportare la quiete. Soprattutto quella di De Laurentiis.
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